CHIESA DI SAN JACOPO AL TEMPIO (S. GIMIGNANO) (nella foto in alto)

Gli Ordini Monastico-Militari di cui parleremo in questo approfondimento nacquero subito dopo la prima crociata (1099), quando Gerusalemme era ormai stata riconquistata dai cristiani.

Quelli più diffusi nella nostra penisola furono i “Cavalieri del Tempio” (templari) e i “Cavalieri Ospedalieri di San Giovanni” (poi detti di Rodi e dopo di Malta). Naturalmente non furono gli unici (ricordiamo anche i Teutonici, i cavalieri di San Lazzaro, quelli del Santo Sepolcro ecc..).

La loro organizzazione in Europa ed in Italia prevedeva dei presidi denominati “magioni o mansionis” per i Templari e “precettorie” per i cavalieri di San Giovanni.

Con la soppressione dell’Ordine dei cavalieri templari da parte del Papa nel 1312, i beni di questi passarono ai cavalieri ospedalieri, ma proprio in virtù di questo passaggio ne è derivata una difficoltà oggettiva per gli studiosi nell’identificare quali antiche sedi fossero riconducibili ai cavalieri del tempio.

Da quella data in poi tutte le sedi furono dell’ordine Giovannita che così si ritrovò (vedi Siena e San Gimignano) ad avere città con doppie “precettorie”. Queste sedi erano fornite sempre di una chiesa, una “domus” per i cavalieri, spesso di un ospedale ed erano fortificate. Talvolta gli ordini gestivano anche “hospitali” lontano dalla loro ubicazione principale, magari pervenutigli per donazione.

La caratteristica comune di questi siti consiste nel fatto che si trovavano sempre lungo le arterie principali. Parlando del territorio compreso tra San Gimignano e Poggibonsi dunque, ciò può esserci utile anche per individuare le viabilità principali ed i tracciati del XIII e XIV secolo, oggi quasi scomparsi.

Cominciamo con l’affermare che tra S. Gimignano e Poggibonsi vi erano almeno quattro “mansioni”.

 

SAN GIMIGNANO

In città erano presenti sia i Cavalieri del Tempio che i cavalieri di S. Giovanni.

La Magione di San Jacopo (prima dei Cavalieri Templari, poi dei Cavalieri di San Giovanni)

Mentre la fondazione della Chiesa è ancora avvolta dalla leggenda, un “hospitale de Templo” è testimoniato in un documento già nel luglio 1221 ed in uno successivo del settembre 1257.

Stesso ospedale, assieme alla chiesa adiacente, compare poi nel luglio del 1261 insieme al suo rettore, tale frater Ruggero: “frater Rugerius rector et administrator ecclesie seu domus Sancti Jacobi de Templo in Sancto Geminiano sitae”.

L’ ultimo precettore di questa Magione, processato a Firenze tra il settembre e l’ottobre del 1312, nelle ormai famose vicende riguardanti la soppressione dei templari fu un certo fra’ Egidio.

Dopo essere passata agli Ospedalieri (Priorato di Pisa), dal 1599 entrò a far parte della Commenda gerosolomitana di Poggibonsi (sempre dello stesso ordine), ma veniva officiata dalle vicine monache del Convento di San Girolamo le quali, nel 1657, ottennero la facoltà di costruire quel cavalcavia che è ancora oggi presente e che faceva loro molto comodo per poter passare dal monastero alla chiesa senza attraversare la strada.

La Magione di San Giovanni (fu sempre dei Cavalieri di San Giovanni)

La sua probabile prima ubicazione fu presso la chiesa e convento di S. Francesco. I resti di questa precettoria ancora si vedono, non a caso, in via “San Giovanni”. Chiusa tra due case in mattoni, la bella facciata in travertino bianco, solcata orizzontalmente da linee scure di serpentino che richiamano lo stile pisano, racchiude ancora il simbolo dei Cavalieri Gerosolimitani, a dimostrazione di dove fosse collocata la loro sede.

Come ebbe a scrivere Vincenzio Coppi nei suoi “Annali” pubblicati nel 1695: “Erano (dissi) in San Gimignano i Cavalieri Ospitalarj, anticamente fino dall’anno 1274 nel qual tempo essendo Podestà Messer Gherardo da Montaione, in un libro di spese si legge questa provvisione – Posche Notario Ambaxiatori Communis pro suo salario quatur dierum, quibus ivit & stetit pro Communi cum uno equo ad Dominum Episcopum Vulterranum, apud Monterium, pro facto Hospitalariorum, quos capi fecit Dominum Episcopus predictus in San Geminiano, secundum formam Constitutionum Communis.

Che i Sangimignanesi sieno stati sempre beneaffetti a questa Religione, chiaramente si giustifica dalla lettera di Fra Giovanni Sisti Priore di Pisa scritta al Comune l’anno 1380, quale metterà ad verbum di qui a poco in detto tempo, ove si leggono queste parole [Ex antiqua affectione, quem ab experimento novimus Comunitatem vestram affici ordini nostro], nella qual lettera si vede, che per ribellione fu privato dell’abito di Cavaliere Fra Angiolo Giovannini di San Gimignano, il quale era Governatore della Magione di San Giovanni, ed il suo luogo fu conferito ad un altro Cavaliere, similmente di S. Gimignano, detto Fra Luigi.

Questo Fra’ Luigi, si dice nel resto della lettera del Priore Sisti, dovrà essere contemporaneamente governatore sia della magione di San Giovanni, che di quella di San Iacopo.

 

POGGIBONSI

La precettoria di Torri fu un’enorme sede dei Cavalieri di S. Giovanni (Gerosolimitani), che la utilizzarono nel 1173, per un Capitolo Generale dell’Ordine proprio per la sua grandezza e capacità ricettiva. Si evince, da un atto relativo all’anno sopra citato, che il tutto avvenne alla presenza della massima carica: il “praeceptor totius Italiae” Pietro Gaudii. Dalla pergamena emerge anche il toponimo della località dove era ubicata: “…circa vallem que dicitur Martura in valle fluminis Elsae iuxta hospitale, ubi congregati erant fratres hospitalis ad capitulum in loco qui Turris vocatur….” (nella valle Marturi, valle del Fiume Elsa vicino all’Ospedale si erano riuniti i frati ospedalieri a Capitolo nel luogo detto Torri)

La precettoria era stata costruita nei primi anni del secondo millennio, probabilmente riconvertendo alcune torri di guardia che già esistevano nel 1036. Era costituita da una chiesa (poi ampliata successivamente), da un grande ospizio per i pellegrini (forse lo Spedale degli Innocenti) adiacente ad essa e di altri servizi complementari. Cinta di mura e con un’unica porta d’accesso fra le due alte torri in laterizio (di cui una sopravvive) fu oggetto di non poche mire dei signorotti della zona.

Dell’antica chiesa romanica, utilizzata a lungo come tinaia, è rimasta, dopo l’opera di restauro, la parte superiore della facciata con il piccolo rosone murato e parte della lunetta del portale. Quest’ultimo, in bellissima pietra serena, doveva rappresentare un accesso secondario al complesso.

Nel 1225 l’Ospedale di Torri compare ancora in occasione di una visita del podestà di San Gimignano nel suo contado: “Ivit ad hospitalem de Turri.”. Egli andava per derimere un’importante questione relativa all’omicidio del precedente Podestà di San Gimignano, tal Ridolfino da Prata, che fu assassinato in circostanze poco chiare durante la sua carica.

Nel 1323 Giovanni di Riparia, gran Priore di Pisa dell’Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme, concesse in enfiteusi perpetua ad Albizzo de fu Giovanni Rinucci, cittadino fiorentino, e al fratello Filippo Rinucci, che erano stati i maggiori offerenti, la “domum, mansionem et bona de Turri cum suis domibus et possessionibus…

Del 1480 (carta conservata nell’archivio di Malta) è invece una donazione inter vivos della metà di tre poderi posti nella Curia di Poggibonsi. Il primo è detto Torri, il secondo Francia ed il terzo Menzano. Questa donazione venne fatta da Bartolomeo di Domenico di Antonio Cini, barbiere di Siena ad Antonio di Domenico di Toffia procuratore di Francesco della Rovere Priore di Pisa e al contempo precettore della Precettoria di Poggibonsi.

La Magione di San Giovanni del Ponte, con l’adiacente Chiesa di S. Giovanni in Jerusalem fu sicuramente sede dei Cavalieri di San Giovanni e, forse, per un breve periodo anche dei Templari.

Il Guicciardini, nel suo studio pubblicato nel 1929 ci dice a proposito di questo Ospizio: “….è situato a sud di Poggibonsi, a meno di due chilometri dal paese, sulla destra del torrente Staggia, presso il ponte detto di Bonizzo, sotto i bastioni della ben quadrata fortezza di San Lucchese, che gli sovrasta minacciosa. Una strada, oggi secondaria, si stacca, in luogo detto Calcinaia, dalla grande via provinciale senese a sinistra, per scendere giù al torrente: è l’antica strada per Siena e Roma che si inerpica su a Megognano e per Lecchi scende al paese di Staggia. Questo fabbricato, conserva ancor oggi il nome di Magione di San Giovanni….”

La prima notizia di questa magione è del 1134 e ci dice come l’ospedale e la chiesa che sono presso il “Pontem Bonizi” in “curtem de menzano”, fossero in qualche modo pertinenti all’abate Rodulfo priore di San Michele di Poggio Marturi, ma probabilmente non del tutto. Ecco perché sei anni dopo (1140) c’è bisogno di una donazione ufficiale da parte degli eredi dei fondatori, tali Gottifredo di Arnolfo e Arnolfino di Cristofano, allo stesso abate (Rodulfo) e allo stesso Monastero di San Michele di Marturi. Nel 1191 la Magione viene ceduta all’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni e precisamente al Priorato di Pisa a cui Poggibonsi (come tutta la toscana), apparteneva territorialmente.

Tuttavia, altre fonti relative a quel periodo, sembrano confermare che, anche dopo a questa data, i monaci di San Michele di Marturi, esercitassero ancora una forma di giurisdizione sullo “hospitalem et ecclesiam quod est iuxta pontem Bonitii”, come si evince dalla Bolla di Papa Gregorio IX del 1228.

Nel 1290 però (diario di Clemente Casini -1772-1832), si annota una iscrizione rinvenuta nella campana della chiesa di questa Magione e che indicherebbe come in quell’anno l’edificio, nonostante fosse ancora sottoposto ai Cavalieri di San Giovanni, vi avessero una qualche autorità anche i templari.

Dopo la piena del torrente Staggia, avvenuta nel 1822, la campana fu trasportata nella vicina chiesa di Megognano e di essa non se ne seppe più nulla. Nel 1293 (tre anni dopo la data impressa nella campana) un altro atto conferma come questa magione fosse una precettoria di San Giovanni e “frate Pace” (di origini ascianesi) è indicato come il precettore della casa di Poggibonsi e dell’ospedale di S. Giovanni Gerosolomitano.

La carta successiva è del 1323 (quando l’Ordine Templare era ormai stato soppresso da una decina d’anni) e da allora in poi tutte le notizie parlano di un “continuum” della presenza gerosolomitana, fino alla sua costituzione in “Commenda”. Passata per enfiteusi alla famiglia Corsini, fu quindi affrancata e divenne proprietà privata poco dopo la metà del 1800.

 

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