Una porta merlata della città marcata da due Balzane del Comune di Siena – la porta  non è  identificabile con sicurezza, forse Porta Pispini  -  e uno scorcio delle mura rosate e merlate con dietro alcune torri, al centro quella del Mangia, sono rappresentati sullo sfondo di questa copertina che costituiva un tempo la legatura di un registro del Concistoro; la  scritta seppure rimaneggiata e in parte abrasa,  “[Liber] andatar[um”, a cui seguiva una lettera o un numero per definirne la posizione nella  sequenza d’archivio, attesta che questa  copertina è stata a suo tempo staccata da un registro facente parte dei “Libri andatarum” (‘libri delle andate’). Si tratta di “libri” in cui  il notaio del Concistoro annotava i viaggi effettuati, per conto del Comune , da funzionari,  commissari e ambasciatori per andare a ricoprire una carica nello Stato senese, o anche svolgere ispezioni, magari nei casseri, oppure recarsi in missione presso qualche potentato italiano. 

Nella parte centrale della copertina sono appunto raffigurati, in evidenza,  due uomini a cavallo, elegantemente vestiti, mentre escono dalla città murata per recarsi o nel territorio della Repubblica o all’estero. I due cavalieri  sono preceduti a piedi da un “rotellino di palazzo”, vestito con i colori rosso e verde dei messi comunali, avvolto in un mantello, forse in mano ha il rotellino,  il “piccolo scudo da pugno”, da cui aveva preso il nome, ma le condizioni danneggiate della pittura non permettono di esserne sicuri: si trattava di  un ufficiale comunale minore che accompagnava le autorità pubbliche, quindi  anche commissari e ambasciatori. Raffinata l’esecuzione dei personaggi, specie nei volti,  e soprattutto quella dei cavalli, non a caso uno bianco e l’altro nero, a richiamare la Balzana del Comune di Siena.

Complesso la datazione  dell’opera. Nell’archivio del Concistoro, nella serie “Legazioni e commissarie”,  sono ancora oggi conservati sette registri analoghi, relativi agli anni 1363-1426; tuttavia la copertina in esame non apparteneva a nessuno di questi sette, sui quali  compare ancora la scritta originale  “Liber andatarum”; pertanto deve avere costituito il piatto anteriore della legatura di   un registro poi andato perduto. L’attribuzione della pittura a Sano di Pietro  (1406-1481), insieme all’abbigliamento ‘rinascimentale’ dei personaggi ritratti, fa ipotizzare una datazione al secondo Quattrocento.

Nella parte inferiore della copertina quattro grandi stemmi, di cui sono identificabile solo il primo (Balzana) e l’ultimo (iLeone del Popolo).

  

Nell'immagine: Archivio di Stato di Siena, collezione delle tavolette di Biccherna, n. 90 (già Concistoro, “Liber andatarum”), Sano di Pietro “Due cavalieri preceduti da un rotellino di Palazzo” (o anche “Gli ispettori dei casseri”), sec. XV

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