Nella parte superiore della tavoletta appartenente all’ufficio della Gabella, datata 1480, è raffigurata da Neroccio di Bartolomeo de’ Landi la Madonna, soavissima, inginocchiata su un terreno popolato di alberelli, con lo sguardo rivolto verso il cielo dove appare Gesù, circondato da raggi dorati. La Vergine tiene con la mano destra un cartiglio con scritto “HEC EST CIVITAS MEA”, quasi un’ammonimento, o meglio una preghiera pressante, allo stesso Gesù per ricordare che la città di Siena le appartiene, è “sua”, e che quindi nulla di male deve o può accadere. La Madonna stringe nella mano sinistra il nodo di una corda, che passa attorno alle mura, a simboleggiare concordia e protezione. Questa “sicurezza” nella protezione della Madonna, “regina di Siena”, è costante nella storia senese. 

La città di Siena è rappresentata, come in un plastico (o in pulpito), con le sue mura, i campanili e le torri: sollevata da terra e posta su tre colonne di color bianco, nero e dorato, allusive alla Balzana del Comune. Siena, racchiusa entro le mura medioevali, è dominata al centro dal campanile e dalla facciata della cattedrale, la quale si riconosce chiaramente, rivestita con un paramento di pietre bianche e nero. Si riconoscono anche la torre del Mangia e altre torri medievali che al tempo caratterizzavano la città.

Sotto la scena c'è una fascia orizzontale doppia con undici stemmi degli ufficiali in carica in tutto quell’anno (camarlengo, esecutori, notaio) ricordati anche nella sottostante iscrizione: Martini, Landi, Guelfi, Tolomei, Paccinelli, Bellarmati, di Paolo di Tommaso, Monaturi, Cotoni, Azzurri e di Giovanni d’Agnolo di Mannuccio.

Archivio di Stato di Siena, collezione delle tavolette di Biccherna, n. 40, Neroccio di Bartolomeo de’Landi, “La Vergine raccomanda Siena a Gesù”, 1480

 

QUESTI SONNO E NOMI DI QUELI SPETTABILI CITTADINI STATI ALLO OFFITIO DE LI EXEGUITORI DI CABELLA GENAIO 1479 DA FINIRE COME SEGUE PER SEI MESI. E PRIMA MACTIO D’ANTOGNIO DI NERI CHAMARLENGO, MISSER IACOMO DI BENEDETO, NICOLO’ D’ANTONIO DI GUELFO, FRANCESCO GABRIELI, ANTONIO DI BAIGIO DI GUIDO, PAVOLO DI SER GIOVANI DI FRANCESCO, SER GIOVANNI DI MARIANO PACINELLI. 1480 SECODO (SIC) LULIO COME SEGUE: MISSERE SOTINO DI FATIO BELLARMATI, PAVOLO DI TOMMASO ORAFO, ANDREA DI IACOMO D’ADREUCIO, BARTOLOMEO DAL COTONO, SER GIOVANNI D’AGNIOLO DI MANUCCIO

Questa tavoletta, forse la mia preferita fra tutte quelle del Museo delle biccherne, mi ricorda un po’, nella simbologia della città, quello che scriveva Italo Calvino in“Le città invisibili”: “La città è ridondante: si ripete perché qualcosa arrivi a fissarsi nella mente. [...] La memoria è ridondante: ripete i segni perché la città cominci a esistere”.

Siena dunque esiste nelle sue mura rosate, nel Duomo e nella Torre del Mangia!

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