"NOI - frammenti di siena", la nostra rivista cartacea con personaggi, storie e approfondimenti della nostra città, è in edicola.

#noiconvoi

 

Dopo alcuni viaggi fatti negli scorsi tre mesi nel territorio senese soltanto grazie alla fantasia e a pregresse letture, terminata ora la chiusura generale, posso finalmente andare a giro a rivedere chiese e palazzi per me particolarmente interessanti. Ne parlo e ne parlerò in “Noi frammenti di Siena” per farvi partecipi di questi brevi viaggi all’insegna di un “turismo casalingo”; scoprirete così alcune notizie particolari su varie località senesi; non vi farò mancare i riferimenti alla documentazione archivistica e le foto che vi condurranno, in un certo modo, nelle varie località insieme a me!

Nella prima escursione, pochi giorni fa, ho raggiunto la pieve di Pacina. Nella località di Pacina o anche Patina (dall’etrusco Pacinal) in val d’Arbia, posta sulla strada romana tra Arezzo e Siena, si trova la chiesa matrice intitolata a Santa Maria che viene citata nel più antico documento sulla controversia giurisdizionale tra le diocesi di Arezzo e di Siena, quello del 650: allora Siena, sede di gastaldato, stava tentando di ottenere (o riottenere) la giurisdizione sulle pievi della zona appena divenuta (o ritornata) senese dal punto di vista civile.

La pieve è documentata anche nel 711, quando fu addirittura teatro di uno scontro mortale fra longobardi aretini e longobardi senesi: protagonisti Luperziano, vescovo di Arezzo, Taiperto, castaldo regio di Siena, e Godiperto, giudice e cugino di Adeodato vescovo di Siena. I due longobardi senesi, avendo trovato a Pacina il vescovo con i suoi servitori e segretari in visita diocesana, ne avevano contestato la presenza, invitando la popolazione locale alla ribellione; ne nacque uno scontro nel corso del quale gli aretini del seguito vescovile uccisero Godiperto. Per reazione il vescovo di Siena si impadroniva della pieve. Ne seguiva una annosa causa davanti ai re longobardi di Italia documentata in più pergamene, con soluzione favorevole agli aretini quanto alla giurisdizione su questa e altre pievi contestate.

Santa Maria a Pacina è di nuovo menzionata nei successivi atti della controversia che alla fine fu risolta, nel 1220, a favore dell’episcopato aretino. La diocesi aretina, pertanto, continua a vantare ancora oggi giurisdizione religiosa su una consistente parte del territorio della provincia di Siena.
Nell’attuale pieve di Pacina (nel comune di Castelnuovo Berardenga) le strutture antiche sono quasi completamente ricoperte da quelle barocche, tuttavia la pianta basicale è ancora leggibile e ricorda quella della pieve di Arlano (Lucca) datata al VII secolo; notevole il campanile di forma cilindrica che richiama quelli ravennati in stile preromanico longobardo.