Viaggiamo oggi verso Chiusi, verso la diocesi più antica del territorio senese, come anche le vicende della cattedrale di San Secondiano ci raccontano.
Gli scavi eseguiti negli anni settanta nella zona del presbiterio hanno fatto emergere un edificio sottostante all'attuale, sorto sui resti di una costruzione ancora più antica. Si tratta di una basilica a tre navate con pilastri quadrangolari, le pareti ad intonaco dipinto e il pavimento a mosaico databile tra la fine del IV secolo e l'inizio del V. Siamo quindi nel primo periodo in cui il cristianesimo era divenuto religione ufficiale dell’Impero e si stava affermando nei municipi romani, quale era Chiusi dall’87 a.C. A Chiusi sono tuttora presenti due catacombe paleocristiane, ambedue poste lungo le consolari, ovverosia Santa Caterina lungo la via Cassia e Santa Mustiola (patrona della città) ubicata lungo la via Amerina, a poche centinaia di metri dal ponte romano sul Clanis, attualmente sepolto dai sedimenti. Il corpo della martire Santa Mustiola (di nobile famiglia, che fuggendo da Roma giunse a Chiusi attraverso la consolare Amerina) già deposto nell'omonima catacomba, nel IV secolo d.C. fu traslato nella basilica a lei dedicata, posta sopra detta catacomba, collocato in un sarcofago in pietra calcarea, oggi visibile nel duomo di Chiusi, all'inizio della nella navata sinistra.
La basilica di San Secondiano fu poi riedificata alla metà del VI secolo, al tempo in cui Chiusi era sotto la dominazione bizantina, recuperando in parte gli elementi architettonici dell'antica costruzione. La cattedrale ha subito massicci restauri all'epoca del vescovo Giuseppe Pannilini, dal 1775 al 1822. Successivamente fu radicalmente ristrutturata negli anni 1887-1894 sotto la direzione di Giuseppe Partini. Questi ultimi lavori portarono tra l'altro al rifacimento della facciata, preceduta da un protiro dorico che si distingue per l'impostazione architettonica che unisce caratteri paleocristiani romani a motivi bizantino-ravennati.
Altro elemento che ci riporta all’importanza di Chiusi non solo nel conosciutissimo periodo etrusco, ma anche nel periodo romano e’ la circostanza che sotto il campanile isolato della cattedrale (costruito nel 1585 trasformando una torre di difesa), a circa 12 metri di profondità, si trova una piscina romana del I secolo a.C. costituita da due ambienti con volta a botte.
Anche la cronotassi dei vescovi di Chiusi parte dall’epoca imperiale antica con il vescovo Lucio Petronio Destrio del 322, e con una sequela di vescovi che dal secolo VI giunge - attraverso il periodo bizantino, quello del ducato longobardo, del Comune di Chiusi e poi dell’inserimento nella Repubblica senese - fino a Giustino Bagnesi nel 1772, quando la diocesi di Chiusi fu unita a quella di Pienza. Poi in tempi più recenti entrambe sono state unite alla diocesi di Montepulciano, andando a formare la diocesi di Montepulciano - Chiusi -Pienza, suffraganea dell’arcidiocesi senese.
Che ne dite? Le antichità romane e paleocristiane di Chiusi meritano un nostro viaggio? Potrete apprezzare anche quelle etrusche che probabilmente però conoscete già!

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