Da domani mattina (lunedì 29 giugno) sarà tremendo. Per tutta la mattina; poi la sera al tramonto. E poi sarà una tortura la mattina e la sera dal 30 al 2. Il 2 ci sarà da battere il capo nel muro.

Tuttavia, che cosa significa l’assenza di Palio è stato ed è evidente in questi giorni in cui non si è potuto consumare nemmeno l’Avvento al Palio stesso, quel tempo d’attesa eccitata, fatto di precise liturgie che, una dopo l’altra, tradizionalmente, cancellano le date dal calendario aspettando l’Evento.
E quanto sia mancato tutto questo è stato evidente in quelle ritualità che, pur parallele e non di per sé organiche al Palio, si sono comunque svolte.

La fotografia della cerimonia dell’estrazione delle bandiere che  verranno esposte in Provenzano per la festa di Santa Maria della Visitazione ha a che fare con il Palio solo nella misura in cui la cabalistica popolare ha assegnato al posto occupato da ciascuna di esse le maggiori o minori  speranze di vittoria, ma non è affatto una parte della liturgia paliesca. Semmai para-paliesca. Ebbene, la foto-ricordo delle rappresentanti del coordinamento delle donne di Contrada, che hanno partecipato attivamente all’estrazione, ha un che di stralunato. Tutte rigorosamente con la mascherina che fa psicologicamente a pugni con il fazzoletto di Contrada al collo (un accessorio che è di per sé indice di contatto anche corporeo e  di condivisa emozione), in piedi davanti all’altare dove perfino la distanza fra l’una e l’altra persona è scrupolosamente osservata, impalate e impacciate, rigide a formare il contrario della classica foto di gruppo, fatta di vicinanza e, magari, abbracci. Le foto di gruppo sono chiassose. Questa è una foto muta.

Lo stesso mutismo, lo stesso  silenzio mentale che accompagneranno la liturgia paliesca che è mancata, manca e mancherà: dalla presentazione del Drappellone (che c’è già non-stata), alla presentazione dei cavalli alla tratta che ci non-sarà domani mattina; all’entrata in Piazza dietro il cavallo che ci non-sarà la mattina e la sera; all’accompagnamento del Drappellone a benedire in Provenzano che ci non-sarà la sera della vigilia.
Poi, certo, mancherà il dante causa al tutto: quel minuto e pochi secondi di spasimo e quelle successive tante ore di orgiastica felicità, riservate, queste, a una sola Contrada, che ci non-saranno la sera del 2.

Il Magistrato delle Contrade ha fatto una scelta saggia: niente bandiere fuori, per il non-Palio; né ai confini, né alle finestre dei privati. Una sola: sulla sede della Contrada, ma le altre no. Giusto così: se silenzio deve essere, silenzio sia e non si cerchino succedanei che, poi, sono più dolorosi che altro. Noi stessi dobbiamo rispetto per noi stessi e per la nostra amarezza. Il dispiacere si elabora con dignità. C’è un tempo per la gioia e un tempo per la gioia negata. Adesso è questo tempo. Ci sarà il giorno in cui quel che ora ci è negato lo ritroveremo. Ma non è questo il giorno.
Le bandiere si faranno sventolare un altr’anno.

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