La Grancia di Cuna: il granaio del Santa Maria della Scala

“Lungo la sinistra della strada Romana, sulle pendici di un delizioso fertil colle ed a principio del Piano della Val d’Arbia, risiede la chiesa di Cuna, col grandioso Palazzo, che fu una delle Grance appartenente allo Spedale di S. Maria della Scala di Siena”. Così, nell’Ottocento, Giuseppe Merlotti, nella sua “Relazione storica di tutte le moderne e antiche parrocchie della campagna comprese nella diocesi di Siena” descrive il borgo di Cuna.

Cuna, con la sua chiesa, della quale abbiamo già parlato in questa rubrica, già dall’XI secolo aveva un ospedale, un punto di accoglienza per i viandanti ed i pellegrini che, numerosi, passavano da questo insediamento “circondato” da ben due tratti della Via Francigena.

Nel corso del ‘200 l’intero territorio passò sotto il controllo senese ed un podere particolare, posto sul “poggiarello” di “Cuna e Castelluccio” fu donato espressamente all’ospedale senese e su quelle fondamenta si iniziò a costruire la grancia.

Da quel momento, grancia (cioè: fattoria fortificata) e borgo iniziarono a svilupparsi di pari passo. Era il 1295 e tali lasciti vennero fatti all’allora Rettore del Santa Maria della Scala, Ristoro di Giunta. Si deve però al suo successore,  Giovanni di Tese Tolomei, il vero inizio della “storia” dato che a partire dal settembre del 1314 iniziò la costruzione dell’edificio nella forma e nella maestosità e possenza che ancora oggi la contraddistinguono.

La grancia di Cuna amministrava un territorio vastissimo con case, poderi, botteghe, colombai, fornaci di mattoni e di calcina, mulini ed osterie. Inoltre, serviva da deposito di grano, farina, cereali che lì affluivano da tutto il circondario per l’ospedale senese. Fu il principale fornitore di farina della città di Siena svolgendo anche da magazzino di riserva in caso di epidemie e di carestie.

 

  • 01_-_La_Grancia_di_Cuna
  • 02_-_Lingresso_della_seconda_cinta_muraria_e_la_chiesa
  • 03_-_La_Grancia_di_Cuna
  • 04_-_La_Grancia_di_Cuna
  • 05-2_La_scala_interna
  • 05_-_La_scala_interna
  • 06_-_La_scultura_del_XV_secolo_posta_in_cima_alla_scala
  • 07_-_La_Grancia_di_Cuna
  • 08_-_La_Grancia_di_Cuna
  • 09_-_La_Grancia_di_Cuna
  • 10_-_La_Grancia_di_Cuna
  • 12_-_La_Grancia_di_Cuna_in_un_disegno_di_Gerolamo_Macchi

 

Nell’imponente struttura affluiva tutto il grano e il frumento dei possedimenti che il Santa Maria della Scala aveva nella zona, tanto che spesso la troviamo definita come “granaio dell’ospedale”. Era gestita da un gruppo da uno staff guidato da un "grancere" (per far capire chi legge, quasi il “fattore” dei tempi moderni, anche se detto con molta rozzezza). La grancia, a causa della forte instabilità politica e militare, e dopo aver subito varie razzie dalle truppe dei soldati di ventura di passaggio, nel 1366, dopo una petizione fatta al Consiglio Generale di Siena da parte delle comunità circostanti, venne fortificata, cinta da mura e dotata di una guarnigione armata permanente a sua difesa. Nel secolo successivo venne costruito un secondo anello di mura e questo racchiuse la fattoria e tutto il villaggio sorto attorno ad essa. Di questa cerchia restano ancora integre la porta principale e la torre. Cuna, poi, subì un importante saccheggio, poi, nel 1554, durante l’assedio di Siena, da parte delle truppe imperiali.

Cuna, proprio per il suo essere posta in luogo strategico lungo la Francigena, ospitò papi e re: nel 1386 Urbano VI, nel 1420 Martino V e nel 1451 Paolo III. Nel 1640 vi morì Carlo di Guisa della famiglia dei Lorena, e la tradizione che le sue viscere riposino ancora nella chiesa del borgo.

Di Cuna possiamo dire che, solo a guardarla da lontano colpisce per la sua grandiosità e ci fa intuire quanto l’ente senese avesse investito nella sua costruzione e salvaguardia. Essa è, ancora oggi, una testimonianza storica fondamentale di fattoria fortificata medievale, oltre che uno dei più particolari ed interessanti complessi architettonici della campagna senese.

La Grancia di Cuna: il granaio del Santa Maria della Scala

La Grancia di Cuna: il granaio del Santa Maria della Scala

“Lungo la sinistra della strada Romana, sulle pendici di un delizioso fertil colle ed a principio del Piano della Val d’Arbia, risiede la chiesa di Cuna, col grandioso Palazzo, che fu una delle Grance appartenente allo Spedale di S. Maria della Scala di Siena”. Così, nell’Ottocento, Giuseppe Merlotti, nella sua “Relazione storica di tutte le moderne e antiche parrocchie della campagna comprese nella diocesi di Siena” descrive il borgo di Cuna.

Cuna, con la sua chiesa, della quale abbiamo già parlato in questa rubrica, già dall’XI secolo aveva un ospedale, un punto di accoglienza per i viandanti ed i pellegrini che, numerosi, passavano da questo insediamento “circondato” da ben due tratti della Via Francigena.

Nel corso del ‘200 l’intero territorio passò sotto il controllo senese ed un podere particolare, posto sul “poggiarello” di “Cuna e Castelluccio” fu donato espressamente all’ospedale senese e su quelle fondamenta si iniziò a costruire la grancia.

Da quel momento, grancia (cioè: fattoria fortificata) e borgo iniziarono a svilupparsi di pari passo. Era il 1295 e tali lasciti vennero fatti all’allora Rettore del Santa Maria della Scala, Ristoro di Giunta. Si deve però al suo successore,  Giovanni di Tese Tolomei, il vero inizio della “storia” dato che a partire dal settembre del 1314 iniziò la costruzione dell’edificio nella forma e nella maestosità e possenza che ancora oggi la contraddistinguono.

La grancia di Cuna amministrava un territorio vastissimo con case, poderi, botteghe, colombai, fornaci di mattoni e di calcina, mulini ed osterie. Inoltre, serviva da deposito di grano, farina, cereali che lì affluivano da tutto il circondario per l’ospedale senese. Fu il principale fornitore di farina della città di Siena svolgendo anche da magazzino di riserva in caso di epidemie e di carestie.

 

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  • 02_-_Lingresso_della_seconda_cinta_muraria_e_la_chiesa
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  • 10_-_La_Grancia_di_Cuna
  • 12_-_La_Grancia_di_Cuna_in_un_disegno_di_Gerolamo_Macchi

 

Nell’imponente struttura affluiva tutto il grano e il frumento dei possedimenti che il Santa Maria della Scala aveva nella zona, tanto che spesso la troviamo definita come “granaio dell’ospedale”. Era gestita da un gruppo da uno staff guidato da un "grancere" (per far capire chi legge, quasi il “fattore” dei tempi moderni, anche se detto con molta rozzezza). La grancia, a causa della forte instabilità politica e militare, e dopo aver subito varie razzie dalle truppe dei soldati di ventura di passaggio, nel 1366, dopo una petizione fatta al Consiglio Generale di Siena da parte delle comunità circostanti, venne fortificata, cinta da mura e dotata di una guarnigione armata permanente a sua difesa. Nel secolo successivo venne costruito un secondo anello di mura e questo racchiuse la fattoria e tutto il villaggio sorto attorno ad essa. Di questa cerchia restano ancora integre la porta principale e la torre. Cuna, poi, subì un importante saccheggio, poi, nel 1554, durante l’assedio di Siena, da parte delle truppe imperiali.

Cuna, proprio per il suo essere posta in luogo strategico lungo la Francigena, ospitò papi e re: nel 1386 Urbano VI, nel 1420 Martino V e nel 1451 Paolo III. Nel 1640 vi morì Carlo di Guisa della famiglia dei Lorena, e la tradizione che le sue viscere riposino ancora nella chiesa del borgo.

Di Cuna possiamo dire che, solo a guardarla da lontano colpisce per la sua grandiosità e ci fa intuire quanto l’ente senese avesse investito nella sua costruzione e salvaguardia. Essa è, ancora oggi, una testimonianza storica fondamentale di fattoria fortificata medievale, oltre che uno dei più particolari ed interessanti complessi architettonici della campagna senese.

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