Molto probabilmente trecentosessantacinque giorni fa i pensieri di tutti noi vagavano su tanti spartiti. Quello dell’allegria e della gioia per chi aveva avuto la capacità e la fortuna di portarsi a casa il Drappellone, misto a un pizzico di rammarico nostalgico perché comunque si chiudeva un anno. Quello della speranza, perché appunto un anno si chiudeva, portandosi magari dietro le amarezze per quello che si anelava e invece non è andato.

Credo di poter dire, con tutti i distinguo del caso, che questa volta (e forse mai come questa volta) il sentimento comune sia unico. Essere arrivati alla conclusione di questo anno che, a prima vista, di contradaiolo ha avuto ben poco. La cancellazione dei due Palii e, ancora di più per certi punti di vista, quella delle Feste Titolari, con la fastidiosa impossibilità di poter vedere i propri colori sfilare a festa per le vie del centro storico. E’ un sospiro di sollievo quello che facciamo girandoci, tutti, all’indietro. Eppure, come ho scritto e ripetuto tante volte, non tutto questo anno contradaiolo è da buttare. Perché da una parte le Contrade hanno riscoperto alcuni valori, se non sopiti perlomeno un po’ “polverosi”, come quello della solidarietà e della vita lontano dalle Carriere. Dall’altra parte questi mesi ci hanno fatto capire, ancora di più, il nostro attaccamento a certi valori, perfino a certe routine annuali, quasi a certe cadenze che tutti noi ripercorriamo in quei gironi di luglio e di agosto, da quella profana a quella sacra, tutto compreso e niente escluso.

La speranza è quella che, nella giornata di oggi, ci stringe ancora di più assieme. Idealmente nessuno potrà essere, Priori e autorità a parte, all’interno della Cattedrale per celebrare Sant'Ansano. Tutti, però, dedicheremo anche un solo pensiero affinché quello che ci si pone davanti sia un ritorno a una qualche “normalità”, consapevoli che “normale” proprio non è mai stato. Perché quella sorta di unicità che conserviamo all’interno della città riprenda, ciclicamente e splendidamente. Forse più splendidamente di prima.

Per cui, questa volta, l’augurio di un Buon Anno Contradaiolo non è un semplice insieme di parole concatenate quasi automaticamente. E’ una speranza che unisce tutta Siena.

(foto Marco Gambelli)

 

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