"NOI - frammenti di siena", la nostra rivista cartacea con personaggi, storie e approfondimenti della nostra città, è in edicola.

#noiconvoi

 

No, tranquilli eh! Dopo la “veglia” sul salvataggio della statua del Sarrocchi e della “pera” (a proposito: nell’intenzione dell’autore –  Tony Cragg -  era una “goccia”, poi la beceritudine l’ha fatta diventare una pera e così continuiamo affettuosamente a chiamarla anche noi) si riparla un’altra volta di un salvataggio. Sì, lo so quel che pensate: di questo passo questa sarà la rubrica delle buone azioni e finiremo a parlare di salvataggi di cagnetti, gattini e criceti.

No, tranquilli eh! Però (di nuovo) di un salvataggio dobbiamo parlarne, perché se n’è occupata la stampa nazionale e quella locale e, qualche anno fa, il nostro soggetto ha fatto una bella paliata ne “I luoghi del cuore”, il benemerito serbatoio di segnalazioni che il FAI attiva, ogni anno, per sensibilizzare nei confronti di una testimonianza importante della nostra cultura italiana che deve essere salvata. Il nostro Luogo del Cuore, allora,  non arrivò primo, ma ci andò vicino. Vicino, però, conta a bocce. E allora ci riproviamo.

A Siena, nell’area dell’ex manicomio di San Niccolò, esiste un padiglione particolare, il reparto Conolly, che non è rientrato in nessuna riutilizzazione dopo la dimissione dell’ospedale psichiatrico. Così, inevitabilmente, la struttura è andata in degrado fino a trasformarsi in un rudere. Il tetto è rimasto su per puro miracolo, ma anche ora che si è provveduto a una copertura provvisoria da parte della USL che ne ha la proprietà (e che inevitabilmente, come tutte le coperture provvisorie, è oscenamente brutta, ma lo stato di necessità non consente di guardare troppo per il sottile: semmai induce qualche brivido per la schiena perché nella patria del provvisorio-che-diventa-stabile c’è da chiedersi fino a quando durerà prima che si arrivi a una soluzione strutturale); si diceva: anche dopo la copertura d’emergenza la struttura è inagibile.

Ma perché ci scaldiamo tanto per un rudere? Perché è un rudere di lusso. E’ un panopticon, e di panopticon, nel mondo ne sono rimasti pochissimi e il nostro è uno dei pochissimi.

Che ha di particolare un panopticon? Ha di particolare che è un edificio ellissoidale studiato in modo che una sola persona possa controllare, stando al centro, ogni lato di esso. Nasce come carcere e lo inventa, alla fine del Settecento, Jeremy Bentham, un filosofo, che in questo modo escogita il sistema ideale per sorvegliare. Lo mettono in applicazione, oltre alle carceri, anche alcuni manicomi: quello di Siena viene inaugurato nel 1875 e il principio che gli sta alla base è, in realtà, “umanitario” (per quanto umanitario possa essere un manicomio a fine Ottocento). Sotto la direzione dello Psichiatrico del pomarancino Paolo Funaioli, viene affidata la progettazione all’architetto Francesco Azzurri e – non suoni sarcastico o contraddittorio – la struttura viene intitolata allo psichiatra inglese John Conolly (1794-1866) pioniere del controllo degli alienati senza metodi di costrizione.

Il Conolly di Siena viene destinato ad ospitare i “clamorosi”, cioè quelli che una volta si definivano impietosamente “pazzi furiosi”, e,  quando viene inaugurato, così lo si descrive: “Là dentro rimane sempre in vigore la massima della vita in comune, e gli infermi passano la giornata raccolti nella sala di trattenimento, o sul bel piazzale interno inondato d’aria e di luce, corredato all’ intorno di un’ampia tettoia, che nelle cattive stagioni offre la comodità di un passeggio coperto. Nella notte dormono in due piccoli dormentori. Per quelli poi veramente agitati, è necessario ricorrere all’ isolamento, e vengono separati dagli altri, ma non si chiudono tra le quattro pareti di una stanza poco illuminata, colla finestra alta dal suolo e munita di grossa inferriata a guisa di prigione, cose tutte fatte apposta per irritare gIi infermi e invitarli a reagire. Invece si trovano ad abitare una piccola cella di forma elissoide, colle pareti verniciate, il piantito d’ asfalto, sempre linda e pulita, la quale si apre direttamente in un piccolo piazzale, dove I’ internato può uscire liberamente a prendere aria e luce. Quando I’ agitazione è al colmo, e l’ infermo, oscurata affatto ogni ragione, trovasi in continuo moto e si slancia, e salta a rischio di percuotere duramente contro i muri, allora lo si rinchiude in una piccola cella con il piantito di legno cerato, lavorato a scacchi, colle pareti materassate, riscaldata da una stufa, munito dei suoi ventilatori, sormontato sull’ alto nella volta da una cupoletta di cristalli blu, da dove piove una luce delicata, blanda, misteriosa, che invita alla calma e alla pace. Nell’ insieme lo diresti una specie di tempietto che richiama la mente a concentrarsi nei miti sentimenti dell’animo, e dove si respira un’aria di dolce malinconia che accarezza e commuove al tempo stesso”.

Una struttura del genere è un museo di se stessa: fa capire meglio di cento libri il concetto di psichiatria anteriore alla riforma. E – detto in termini più funzionalistici – è un’opera di alta architettura che dovrebbe e potrebbe essere recuperata destinandola, oltre che a testimonianza, a spazio culturale.

Bene: un’altra di quelle cose che abbiamo solo noi e che lasciamo andare a distruzione per disattenzione, incuria, lacci e laccioli burocratici, impicci, leggi e regolamenti e soprattutto mancanza di fondi (e di voglia di cercarli) per avviare un recupero vero.

Per questo l’àncora del FAI sarebbe importante: far diventare il Conolly un “Luogo del Cuore” consentirebbe di attingere a finanziamenti in grado di  salvare un monumento di importanza nazionale.

Da tempo Andrea Friscelli e Costante Vasconetto, sul blog “Salviamo il Conolly” (su Facebook @SalviamoilConolly lo trovate facilmente) raccontano questa storia e cercano di sensibilizzare la città (e non solo essa: come detto, si parla di un bene nazionale, non solo senese).

Il Conolly di Siena va di nuovo al canape. Se avesse la città dietro, potrebbe anche vincere il suo palio.

Ma per vincere un palio, bisogna crederci e aver voglia di dedicarci cinque minuti.

Per votare copiate questo accesso: https://www.fondoambiente.it/luoghi/padiglione-conolly-dell-ex-ospedale-psichiatrico?ldc

Cliccateci sopra e seguite le istruzioni (se ci sono riuscito io, ci può riuscire chiunque; credetemi!). Oppure andate tramite Google su: “Fondo Ambiente Italia Conolly” e seguite la procedura.

I luoghi attualmente in testa hanno già diverse migliaia di voti: se ci mobilitiamo a dovere, non solo si passano di dentro, ma si vince di tre colonnini puliti.

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